Un imam di Toronto ha detto venerdi' che non intendeva insultare i non-Musulmani durante un sermone nella sua moschea in cui si esprimeva contro coloro che volevano proibire il niqab e il burqa.
Said Rageah, l'imam del Centro Abu Huraira di Toronto, ha detto che solo chi non comprende l'Islam sarebbe uscito dall'ultimo sermone del venerdi' pensando che chiunque nella sua moschea odiasse i membri delle altre fedi.
Si riferiva particolarmente ad un articolo apperso sul National Post di Giovedi' in cui alcuni critici avevano definito il suo linguaggio "minaccioso".
L'Imam Rageah ha condotto una preghiera la scorsa settimana in cui, in un passaggio, ha detto "Allah li distrugga dall'interno, e non permetta loro di alzare la testa nel distruggere l'Islam." E in un altro passaggio ha chiesto ad Allah di "dannare gli infedeli".
L'Imam Rageah Venerdi' ha detto nel corso di una breve intervista che in entrambi i casi non intendeva letteralmente "distruggere" ma piuttosto confondere o indebolire coloro che volessero infrangere i loro diritti.
Nell'ultimo sermone, ha usato ripetutamente la parola "kuffar", una parola che alcuni ritengono essere fortemente derogatoria dei non-Musulmani, particolarmente Cristiani ed Ebrei...
Ma Venerdi', l'imam Rageah ha detto che questa parola e' menzionata 500 volte nel Corano e che non avrebbe avuto senso per Allah usare ripetutamente una parola del genere, se fosse davvero cosi' offensiva.
"La parola ha piu' di un significato", ha detto. "Non e' sempre negativo ma puo' essere negativo. Ora se quello che si sta dicendo e', 'perche' non si eviti di usarla', questo e' un ottimo suggerimento. Ma prima che questo caso fosse sollevato non penso che la gente trovasse questa parola offensiva."
Quando questa parola e' usata negativamente, dice, puo' applicarsi sia ai Musulmani che mentono o ai non-Musulmani che sono attivamente nemici della fede...
L'Imam Rageah ha detto che nessun gruppo dovrebbe cercare di calpestare i diritti di un altro. Ad esempio, ha detto che nessun Musulmano dovrebbe avere da ridire verso qualcuno che si tinge i capelli, obiettando sul suo stile personale.
Riconosce il fatto che esistono molti paesi, inclusi paesi Musulmani, che restringono la liberta' di parola, e ha detto che e' importante che i Musulmani in Canada esercitino i loro diritti scrivendo ai politici e ai media per protestare quando la loro fede viene limitata.
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